lun
19
apr
2010
Pollice in giù, giocatori che si rincorrono,parapiglia generale. Non è un film della serie '' Natale a ...'' o tipo '' Tifosi'' e neanche un sequel di ''Oronzo Canà'', ma è semplicemente il derby di Roma. Viene da ridere a pensare che durante la settimana, allenatori, giocatori e dirigenti si erano prodigati a calmare gli animi delle due tifoserie, animi facilmente infiammabili in queste occasioni. E poi che succede?? Giocatori e dirigenti si rincorrono per darsele di santa ragione dimenticando le frasi pronunciate nel pre-derby. Per non parlare degli incidenti avvenuti al termine dell'incontro tra le tifoserie e tra tifosi e polizia. Si potrebbe pensare che abbia ragione il buon Fabio Capello quando dice che ''il calcio italiano è nelle mani degli ultras'', perchè è incredibilmente assurdo che non si possa andare tranquillamente allo stadio con famiglia e bambini solo perchè esiste una categoria di persone che fa del calcio il pretesto per un pomeriggio di violenza. Ma il grave questa volta è che sono stati i giocatori stessi a dare l'esempio. Parlando di calcio, la Roma si assicura il derby grazie ad una doppietta di Mirko Vucinic,che sale a quota tredici reti in campionato, rispondendo al vantaggio biancoceleste firmato Tommaso Rocchi. Chissà la faccia che avranno fatto Moratti e Mourinho quando ad inzio secondo tempo Floccari ha clamorosamente sbagliato il rigore del possibile 2 a 0 per la Lazio. Non saranno stati molto felici, e sicuramente nella testa di Mou, comincerà a riecheggiare sempre più insistentemente la frase '' zeru tituli''. Povero Mou, adesso arrivano anche Messi e compagnia, e non sarà una bella settimana rilassante. Ma tornando alla Roma, c'è da sottolineare l'impresa di Claudio Ranieri. Ha preso una squadra ormai allo sbando e ne ha fatto un'armata invincibile, che falcia tutto ciò che incontra sul suo cammino, che non conosce ostacoli e l'ha portata in testa al campionato,compiendo ieri il controsorpasso sull'Inter. Ieri ha dimostrato cosa vuol dire essere un allenatore vero, togliendo Totti e De Rossi, i due totem giallorossi. Avesse pero il derby, la testa di Ranieri sarebbe finita sul banco degli imputati e lui lo sapeva, ma ha saputo comunque rischiare. Onore al merito.