lun
17
mag
2010
E sono due. Penseranno i giocatori dell'Inter: il double è fatto, ora non resta che vincere il terzo trofeo.
Quelli della Roma: Crederci sempre, mollare mai.
Queste semplici frasi potrebbero sintetizzare il nostro campionato, che quest'anno è stato più emozionante che mai, ma che alla fine ha visto vincere la solita protagonista: L'Inter. Un'Inter che però si è guadagnata tutto quello a cui è arrivata, senza alcun regalo da parte di nessuno, come ieri hanno gridato in coro dirigenti e giocatori. E' la vittoria di Mourinho, che ha dimostrato ancora una volta di avere una forte inclinazione alla vittoria, condita da una capacità straordinaria di gestire una squadra di fenomeni, portandola a vincere quasi tutto. E' il "padre" dell'Inter si può dire, il padre che fa da parafulmine ai suoi giocatori, proteggendoli da critiche e attacchi provenienti dall'esterno. L'unica ombra è il suo futuro: per ora sembra sempre più lontano da Milano.
E' la vittoria di Moratti, un presidente eccezionale, un presidente tifoso, sempre al seguito della sua Inter. Ha speso sempre tanto in questi anni, per costruire una squadra leggendaria, per vincere, cosa che prima di calciopoli non gli riusciva e non solo in Italia ma anche e sopratutto in Europa, dove l'Inter inseguiva invano il sogno della Champions. Oggi può essere soddisfatto. Da tifoso per tutti i successi raggiunti in queste stagioni e anche per la finale di Champions raggiunta quest'anno, a prescindere da come vada a finire. Da presidente per quello che ha costruito in questi anni.E' sopratutto grazie a lui e al suo conto in banca se ieri mezza Milano è scesa in piazza a festeggiare.
E' la vittoria dei giocatori. Possono entrare nella storia quest'anno, loro sono consapevoli di questa possibilità e proprio questa occasione da agli uomini di Mourinho la forza di andare avanti anche quando la birra in corpo non c'è più. Sono tra i migliori giocatori in Europa, campioni affermati e strapagati, ma quando gli si chiede di sacrificarsi lo fanno volentieri, dimostrando grande attaccamento alla maglia. Il simbolo?? Uno straordinario Milito, 22 gol in campionato più tanti altri importantissimi in Champions. A 30 anni è il re di Milano.
I complimenti però vanno anche ai vinti, la Roma. Senza di lei mai avremmo passato uno dei finali di stagione più intensi degli ultimi tempi e mai avremmo potuto assistere a partite cosi' emozionanti come quelle di ieri. Ranieri ha fatto un lavoro eccezionale sulla panchina della Roma, facendo una "remuntada" quasi impossibile e facendo tremare l'Inter e nemmeno poco. Se non fosse stato per quella serata maledetta all'Olimpico contro la Sampdoria, quest'articolo parlerebbe di altri uomini, di altri eroi.
L'Inter è 18 volte campione, supera il Milan in quanto a scudetti vinti.
Ora Madrid, un altro sogno che comincia, un'altra occasione per Mou per essere "Speciale", un'altra occasione per l'Inter di entrare nella storia del calcio come una squadra leggendaria